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	<title>Cooperativa Sociale La Goccia &#187; Progetti</title>
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	<description>da 25 anni professionisti nel sociale</description>
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		<title>C&#8217;era una volta&#8230;il Natale!</title>
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		<pubDate>Fri, 09 Dec 2011 18:24:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Franco Ineschi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Area Minori]]></category>
		<category><![CDATA[Progetti]]></category>

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		<description><![CDATA[]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.cooplagoccia.eu/wp-content/uploads/2011/12/locandina-Bassano-Natale-2011-secondo.jpg"><img class="alignnone size-large wp-image-715" title="locandina Bassano Natale  2011 secondo" src="http://www.cooplagoccia.eu/wp-content/uploads/2011/12/locandina-Bassano-Natale-2011-secondo-724x1024.jpg" alt="" width="450" height="636" /></a><a href="http://www.cooplagoccia.eu/wp-content/uploads/2011/12/Locandina-Bassano-Centri-Ricreativi_Natale-20113.jpg"></a></p>
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		<title>PROGETTO VESTA: SERVIZIO PER IL LAVORO DI CURA FAMILIARE</title>
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		<pubDate>Thu, 28 Apr 2011 14:47:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Franco Ineschi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Progetti]]></category>

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		<description><![CDATA[Da Lunedì 2 maggio 2011 è attivo, presso la sede della Cooperativa La Goccia di Marostica, lo SPORTELLO INFORMATIVO e di CONSULENZA SUL LAVORO DI CURA FAMILIARE, attuazione del Progetto Vesta realizzato dalla collaborazione tra alcune cooperative sociali aderenti al Consorzio Prisma che operano nel campo della domiciliarità anziani, dei servizi per l’immigrazione, di orientamento [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Da Lunedì 2 maggio 2011 è attivo, presso la sede della Cooperativa La Goccia di Marostica,  lo SPORTELLO INFORMATIVO e di CONSULENZA SUL LAVORO DI CURA FAMILIARE, attuazione del Progetto Vesta realizzato dalla collaborazione tra alcune cooperative sociali aderenti al Consorzio Prisma che operano nel campo della domiciliarità anziani, dei servizi per l’immigrazione, di orientamento e accompagnamento al lavoro. Lo sportello è aperto al pubblico il <strong>LUNEDI&#8217; pomeriggio dalle ore 14.30 alle ore 16.30 e il GIOVEDI&#8217; dalle ore 10.00 alle ore 12.00 </strong> <strong>Referente: dott.ssa Rinaldi Ylenia  tel. 0424 471262-3. </strong></strong></strong></p>
<blockquote></blockquote>
<p><span id="more-541"></span></p>
<p>Il Prisma è un consorzio tra cooperative sociali costituito in forma di cooperativa sociale ai sensi della legge 381/91 e della legge Regione Veneto 23/2006 (vedere curriculum vitae di Prisma s.c.s. in allegato); i soci del consorzio sono cooperative sociali che perseguono l’interesse generale della comunità mediante:<br />
	la gestione di servizi socio-sanitari ed educativi<br />
	la gestione di attività produttive finalizzate all’inserimento lavorativo di persone svantaggiate<br />
Il Consorzio promuove la collaborazione tra cooperative impegnate in settori omogenei (aree-coordinamenti settoriali e progetti consortili) per un utilizzo efficace delle reciproche conoscenze e delle buone prassi, nonché lo sviluppo di un’attività di affiancamento, consulenza, ricerca e innovazione mediante la valorizzazione delle competenze tecniche presenti nella struttura consortile e nella rete cooperativa consortile.<br />
Il Prisma opera senza scopo di lucro per lo sviluppo dell’impresa sociale e della socialità dell’impresa nel territorio della provincia di Vicenza, sviluppando a tal fine collaborazioni con altri soggetti, pubblici e privati, in ambito locale, regionale, nazionale e comunitario.  A tal fine partecipa attivamente con propri rappresentanti alla stesura e verifica dei Piani di Zona nelle 4 Ulss vicentine, ha rapporti continuativi con le Associazioni Datoriali (Ass. Industriali, API, Ascom, Associazione Artigiani, CPV), le Organizzazioni Sindacali (CGIL, CISL, UIL), la Provincia di Vicenza, alcune agenzie formative (Ficiap, Irecoop) e molti Comuni del vicentino.<br />
Il Consorzio si impegna nella rappresentanza dell’interesse della comunità locale per promuovere e garantire, in collaborazione con i diversi soggetti istituzionali, un sistema locale integrato di protezione sociale, con particolare riferimento ai bisogni delle fasce deboli. E’ in questo contesto che nasce il Progetto Vesta, attivo nella provincia di Vicenza dal 2 Gennaio 2008, come punto di arrivo di un’esperienza quinquennale maturata dalle singole cooperative in questo specifico settore.<br />
Il Progetto intende valorizzare le risorse di tutti gli enti coinvolti in un’ottica di ottimizzazione delle risorse presenti nel territorio, integrando le competenze e le esperienze acquisite nell’ambito di attività di assistenza domiciliare con quelle dell’ inserimento lavorativo di fasce deboli di lavoratori, il Prisma infatti è abilitato all&#8217;attivazione di tirocini formativi e di orientamento, ai sensi della legge 196/97 art. 18 e del Decreto Interministeriale n. 142/98 art. 2. ed è organismo accreditato dalla Regione per l&#8217;Orientamento (L.R. 19/02) al nr. A0265.<br />
L&#8217;Agenzia Inserimento Lavorativo è uno dei settori di attività del Consorzio, costituito per:</p>
<p>•	coordinare l&#8217;azione delle cooperative associate nell&#8217;ambito dell&#8217;inserimento lavorativo;<br />
•	costruire e gestire percorsi personalizzati di orientamento, formazione al lavoro e integrazione lavorativa a favore di soggetti deboli. </p>
<p><strong>Contesto di Riferimento </strong></p>
<p>A fronte di attente osservazioni e ricerche sul contesto socio-culturale della Provincia di Vicenza e del territorio regionale, e sulla base dei dati emersi dalle stesse cooperative, inserite nel tessuto sociale e lavorativo del territorio, si sono condivise alcune riflessioni riguardo la tematica del lavoro delle “assistenti familiari”.<br />
Emerge con chiarezza come il fenomeno della dipendenza assistenziale sia esteso in tutto il nostro territorio e sia in continuo aumento, ponendo nuove e sempre più urgenti domande di tutela sociale e di protezione. Come si evince dai dati, la popolazione ultrassessantacinquenne per la provincia di Vicenza conta 154.898 residenti:<br />
31.812 per l’Ulss 3 Bassano del Grappa<br />
34.771 per l’Ulss 4 Alto vicentino<br />
30.999 per l’Ulss 5 Ovest Vicentino<br />
57.316 per l’Ulss 6 Vicenza</p>
<p>(Dati raccolti dalla Elaborazioni della Regione Veneto_Direzione Sistema Statistico Regionale Veneto anno 2007)<br />
In seguito all’aggravarsi del bisogno la risposta delle famiglie ha visto un sempre maggiore ricorso alle assistenti familiari private, provenienti in particolare dalle frontiere dei paesi dell’Est ed in cerca di una regolare occupazione. Da sempre la famiglia ha espletato un ruolo fondamentale di cura dei propri componenti: figli in giovane età, famigliari disabili, nonni e genitori anziani. Ma ciò che è cambiato è la famiglia stessa ed il contesto in cui si trova a vivere: l&#8217;aumentare della speranza di vita, le modifiche dell&#8217;organizzazione familiare, il crescente impiego delle donne al di fuori del proprio domicilio, rappresentano alcune delle cause di difficoltà della famiglia ad espletare il proprio compito educativo e al tempo stesso a svolgere compiti di accudimento di famigliari disabili e/o anziani. Tale difficoltà trova ancor più spiegazione se si considera l’alta percentuale di famiglie costituite da componenti anziani soli e di famiglie composte da una coppia di lavoratori con compiti di accudimento dei figli in tenera età e contemporanea cura dei genitori anziani.<br />
Si evidenzia quindi la necessità di un completamento del sistema di offerta di servizi per la domiciliarietà attraverso lo sviluppo di un servizio di accompagnamento (della famiglia e dell’assistente famigliare) nelle fasi di progettazione e gestione del progetto di lavoro di cura domiciliare.<br />
Si tratta di creare, pur mantenendo un necessario livello di informalità e flessibilità, le condizioni per offrire un idoneo livello di garanzia per quanto riguarda le modalità e i criteri di accesso, la qualità del servizio, la tutela dei diritti della famiglia e dell’assistente famigliare.</p>
<p>Attraverso l’anno di esperienza del Progetto Vesta abbiamo raccolto una serie di osservazioni riguardanti le difficoltà intrinseche rilevate da ambo le parti:<br />
1.	le famiglie non reggono il carico economico del pagamento dell’assistenza;<br />
2.	le famiglie il più delle volte sono impreparate a svolgere il ruolo di “datore di lavoro”;<br />
3.	le famiglie spesso si trovano a vivere con le assistenti familiari problematiche di rapporto, con dinamiche simili a quelle familiari;<br />
4.	non sempre il livello di preparazione delle assistenti è idoneo ad affrontare le aumentate condizioni di scarsa autonomia o le patologie invalidanti;<br />
5.	le assistenti familiari risentono spesso di svantaggi linguistici culturali, con scarsa integrazione sociale;<br />
6.	le persone straniere devono affrontare la mancanza di percorsi strutturati per l’incontro con le offerte di lavoro, con frequenti ostacoli alla regolarizzazione della presenza in Italia e del rapporto di lavoro.</p>
<p><strong>	         Ambito territoriale in cui il progetto verrà sviluppato</strong></p>
<p>Il progetto avrà dimensione Provinciale, la quale è garantita dalla presenza di partner distribuite nel territorio quali le cooperative sociali e il coinvolgimento dei Comuni di Vicenza, Valdagno, Bassano, Schio. In questo modo si potrà garantire la copertura del servizio su tutti i territori delle Ulss vicentine, (Ulss 3 Bassano del Grappa, Ulss 4 Alto vicentino, Ulss 5 Ovest Vicentino, Ulss 6 Vicenza). La dimensione provinciale diviene cosi una garanzia sia per la sostenibilità del progetto, sia per le connessioni che si creano a livello territoriale. Sono attualmente in corso trattative per la creazione di una rete anche con le Ulss del vicentino riguardo le attività formative dell’Area 1 per la Formazione. La collaborazione con le Ulss faciliterebbe la ricerca del personale qualificato e formato per gli sportelli dell’Area 3, promozione dell’ incontro tra Domanda e Offerta di lavoro. La possibilità di attingere al bacino dei percorsi di formazione attivati dalle Ulss permetterebbe di avvalersi di personale qualificato che darebbe alle famiglie garanzia di affidabilità e professionalità dei lavoratori.</p>
<p>      <strong> Finalità ed Obiettivi:</strong></p>
<p>La finalità generale del progetto è lo sviluppo, in una logica di sperimentazione e graduale applicazione, di servizi e attività di sostegno alla famiglia per supportarla nel proprio lavoro di cura e qualificare il delicato compito affidato all’assistente familiare.<br />
In particolare nutre la necessità di far emergere il valore sociale del rapporto di lavoro di cura domestico, ribandendo la centralità del ruolo della famiglia quale fondamentale risorsa nel prendersi cura degli anziani.</p>
<p>Tale finalità trova maggior esplicitazione nel perseguimento dei seguenti obiettivi:</p>
<p>1.	offrire idonee informazioni e servizi a sostegno delle famiglie che intendono avviare un progetto di lavoro di cura domestico;<br />
2.	qualificare, orientare, accompagnare i lavoratori occupati nel lavoro di cura domestico, per migliorare la professionalità e le condizioni di vita e di integrazione sociale;<br />
3.	far emergere il valore sociale del lavoro di cura domestico per inserirlo, senza comprometterne le caratteristiche di flessibilità, nel sistema locale di offerta di servizi;<br />
4.	progettare e applicare sistemi di garanzia della qualità del lavoro di cura domestico;<br />
5.	creare un osservatorio e offrire informazioni agli enti locali e ai servizi sociali di base inerenti il lavoro di cura domestico;</p>
<p> <strong>Descrizione del Progetto</strong></p>
<p>Si propongono l’apertura di<br />
SPORTELLI INFORMATIVI e di CONSULENZA SUL LAVORO DI CURA FAMILIARE,  coordinati da un esperto in consulenze sulla normativa in tema di immigrazione, lavoro domestico e gestione dei conflitti, in grado di coordinare anche le attività di accompagnamento all’inserimento in famiglia delle assistenti familiari.</p>
<p>L’obiettivo è quello di rispondere ad alcune necessità:<br />
1.	Permettere l’incontro tra domanda e offerta.<br />
2.	Individuare l’idonea assistente familiare a seconda dei bisogni di cura della famiglia, attraverso una valutazione sociale della situazione in essere.<br />
3.	garantire un filtro sul personale da inserire in famiglia<br />
4.	qualificare il lavoro delle assistenti familiari attraverso l’accompagnamento formativo per l’inserimento in famiglia<br />
5.	Monitorare la tipologia delle prestazioni effettuate nell’ambito dell’assistenza domiciliare<br />
6.	far emergere eventuali problematiche che si possono verificare nell’ambito dell’assistenza domiciliare </p>
<p><strong>Attività e Servizi: </strong></p>
<p>1.	Primo intervento a fronte della domanda della famiglia, soprattutto nei casi più urgenti, informazioni sul sistema di offerta di interventi di sostegno alla domiciliarità, orientamento verso l’unità di accesso al sistema di offerta di servizi.<br />
2.	Consulenza sulla normativa di riferimento del lavoro domestico e dell’immigrazione.<br />
3.	Individuazione e orientamento dell’assistente familiare con riferimento al progetto assistenziale individualizzato di cura domiciliare, alle caratteristiche del nucleo familiare e della persona da assistere; in essere a questa attività si mette in luce il collegamento con l’Area della formazione, attraverso le cui attività è possibile reperire assistenti familiari qualificati che hanno seguito un percorso di formazione riconosciuto.<br />
4.	Coordinamento degli interventi e servizi in ambito domiciliare.<br />
5.	Accompagnamento all’inserimento in famiglia del lavoratore tramite un assistente domiciliare attraverso la valutazione del caso e per favorire il collegamento con la rete dei servizi sociali e sanitari esistenti nel territorio (medico di base, servizio sociale, ecc.).<br />
6.	Accompagnamento in fase di stipula del contratto di lavoro domestico e assistenza nell’espletamento delle relative pratiche amministrative.<br />
7.	Gestione di eventuali situazioni critiche, dei conflitti che possono nascere in seno al rapporto tra la famiglia e l’assistente familiare, e delle situazioni di “passaggio” soprattutto nel caso di cambio dell&#8217;assistente familiare.<br />
8.	Creazione e mantenimento dei rapporti di collegamento tra i vari soggetti della rete (Servizi Sociali, Ulss, geriatria e in generale i servizi già presenti nel territorio), con l’obiettivo primario di aiutare le famiglie (quali datori di lavoro) e le collaboratrici familiari nell’orientamento dei servizi già presenti nel territorio al fine di favorire l’accesso e l’utilizzo in un ottica di ottimizzazione delle risorse presenti nel territorio.<br />
9.	Monitoraggio dei casi che richiedono i servizi dello sportello.<br />
10.	Valutazione degli interventi dal punto di vista quantitativo e qualitativo.</p>
<p><strong>Il nostro intervento di svilupperà in 7 fasi:</strong></p>
<p>FASE 1 (Già in essere): Coordinamento e progettazione dei servizi nei diversi territori.<br />
FASE 2: Predisposizione del progetto esecutivo: costituzione di un tavolo di coordinamento tra i rappresentanti delle reti del progetto per la predisposizione degli sportelli, per l’ instaurare delle connessioni tra l’attività di formazione garantita dalle Ulss e i servizi offerti dagli sportelli; predisposizione del materiale, predisposizione del sistema di monitoraggio e valutazione dei servizi. 30 gg<br />
	FASE 3: Promozione e pubblicità: predisposizione di materiale promozionale e divulgazione. 60 gg<br />
FASE 4:  Avvio e sperimentazione: Apertura degli sportelli e inizio delle attività.<br />
FASE 5: Creazione dell’osservatorio per gli enti locali e la rete di servizi, istituzioni e realtà del non profit; predisposizione di strumenti di raccolta e sistematizzazione di informazioni.<br />
Creazione delle connessioni con i servizi presenti del territorio inerenti l’assistenza domiciliare. 180 gg<br />
FASE 6: Monitoraggio. Al termine di ogni fase e ogni 90 giorni<br />
FASE 7: Valutazione finale della sperimentazione: raccolta del materiale predisposto per la valutazione ed elaborazione dei dati, redazione del report finale in base ai dati raccolti durante il monitoraggio in itinere. 30 gg<br />
Restituzione dei dati e delle informazioni raccolti a livello provinciale: organizzazione del convegno e produzione della pubblicazione.  90 gg</p>
<p><strong>Risorse Umane</strong></p>
<p>L’ “equipe” è formata da personale esperto:<br />
1)	nella progettazione e coordinamento dei servizi proposti agli utenti;<br />
2)	negli interventi e servizi in ambito domiciliare;<br />
3)	nell’inserimento lavorativo di fasce deboli;<br />
4)	negli aspetti amministrativi e legali relativi al rapporto di lavoro domestico. </p>
<p>Essendo servizi a sostegno della domanda (famiglia) e a sostegno dell’offerta (lavoratori), le attività proposte richiedono l’integrazione tra competenze di lavoro di cura a livello domiciliare, competenze di lavoro di rete tra i diversi servizi, competenze di accompagnamento per l’inserimento lavorativo in contesto domiciliare.<br />
In tal senso il Consorzio Prisma, mediante la propria struttura e con le cooperative associate, intende integrare le esperienze e conoscenze acquisite nell’ambito di attività di assistenza domiciliare con quelle dell’ inserimento lavorativo di fasce deboli di lavoratori, integrandole con le conoscenze giuridiche, legali ed amministrative, di progettazione e di gestione di attività formative per operatori sociali. Il tutto comunque in una logica di integrazione nel sistema locale di servizi alla persona e di integrazione con gli altri enti partner del progetto e/o aderenti e del territorio.</p>
<p><strong>Metodologie, Tecniche e Strumenti</strong></p>
<p>A seconda delle fasi di sviluppo che si succederanno per la realizzazione del progetto verranno utilizzate strategie, metodologie e strumenti adeguati.<br />
Nella prima fase, a seguito della definizione del progetto esecutivo, verranno predisposti materiali promozionali e divulgativi per la diffusione del progetto e per favorire l’accesso e l’adesione da parte di famiglie, anziani e disabili e assistenti familiari.<br />
Nella fase di avvio e sperimentazione ci si avvarrà di personale qualificato e competente per la definizione di procedure, buone pratiche per l’accesso e l’utilizzo dei servizi.<br />
Dopo l’avviamento degli sportelli la metodologia sarà affiancata da una serie di strumenti costruiti “ad hoc” per facilitare il trasferimento di informazioni all’utenza e di conoscenze e competenze agli operatori. Ciò anche attraverso la redazione di materiale cartaceo (anche in altri idiomi) es. manualetti.<br />
Contestualmente all’avvio del progetto sarà costruito un impianto di valutazione complessivo e per singola azione.</p>
<p><strong>Monitoraggio e Valutazione</strong></p>
<p>Si prevede la predisposizione di un impianto di valutazione del progetto nel suo complesso e per ogni fase di sviluppo. Questo impianto prevederà la predisposizione di strumenti di raccolta e sistematizzazione delle informazioni degli esiti delle attività. Si prevede altresì la produzione di un report finale costruito anche attraverso il monitoraggio in itinere, dall’avviamento delle attività, alla creazione delle reti e al termine della sperimentazione.<br />
Sarà costituito un tavolo di lavoro che coinvolgerà i rappresentanti dei soggetti coinvolti nel progetto, e avrà il compito di definire tempi, modalità, strumenti, indicatori (di qualità e di processo), indici e parametri. </p>
<p><strong>Indicatori per la verifica di efficienza ed efficacia: </strong></p>
<p>•	modalità di rilevazione: report trimestrali sull’attività a cura del coordinatore con rilevazione sull’utenza (tipologia e quantità dell’utenza e tipologia della domanda di servizi e dell’offerta di lavoro, rapporto tra domanda potenziale e domanda soddisfatta, riconoscimento e adesione istituzionale)<br />
•	Osservatorio in rete con i servizi: monitoraggio dei bisogni del territorio in particolare nell’ambito dei servizi domiciliari, volto a rilevare eventuali cambiamenti significativi relativi l’utilizzo di servizi già presenti nel territorio e bisogni esplicitati dall’utenza</p>
<p>Al termine del progetto sono previsti:<br />
la redazione di una pubblicazione e un convegno che diano modo di  presentare le “buone prassi” sperimentate durante l’anno di attività, e la restituzione dei dati  e delle informazioni raccolti a livello provinciale. Verranno coinvolti il maggior numero di enti pubblici del territorio.<br />
Lo consideriamo uno strumento utile a rilanciare le buone prassi acquisite durante l’anno di sperimentazione a tutti gli enti pubblici, al fine di sostenere un’azione collettiva e creare una nuova offerta di servizi di sostegno all’ assistenza e alla famiglia, valorizzando le connessioni tra i servizi già presenti nel territorio.</p>
<p><strong>Possibili Ambiti di Sviluppo</strong></p>
<p>L&#8217;equipe di coordinamento del progetto Vesta ha elaborato diverse strategie di sviluppo del progetto specializzando gli interventi soprattutto nell&#8217;ambito delle patologie altamente invalidanti.<br />
In particolare, c&#8217;è la possibilità di strutturare percorsi “ad hoc” per le famiglie che si ritrovano ad affrontare le problematiche dell&#8217;Alzheimer. E&#8217; riconosciuto il fatto che la più grande difficoltà risiede durante il periodo di aspettativa che la famiglia vive tra la rilevazione della patologia e l&#8217;inserimento in strutture protette. Qualora l&#8217;ulss rilevasse la possibilità di finanziamenti inerenti l&#8217;assistenza domiciliare in ambito di non autosufficienza sarebbe possibile strutturare dei percorsi presso la famiglia stessa come sostegno a questo periodo particolarmente difficile da gestire,  costruendo quindi un progetto integrato tra tutte le realtà che la Famiglia vive: la famiglia stessa, il medico di base, professionisti,  il Comune, l&#8217;Uss.<br />
A questo proposito si stanno già creando delle sinergie e collaborazioni con i gruppi di medici sia di Vicenza che della provincia per un&#8217;ottimale messa in rete dei servizi a più livelli (geriatra, ulss, comune di riferimento, medicina di gruppo&#8230;).</p>
<p>Durante l&#8217;anno 2009 saranno attivati Corsi di Formazione per le badanti, in modo da garantire la professionalizzazione della figura dell&#8217; Assistente familiare e poter dare maggiori garanzie di affidabilità alle famiglie che usufruiscono del servizio. Al termine del percorso formativo sarà predisposta una puntuale valutazione delle competenze in modo da favorire l&#8217;orientamento lavorativo del lavoratore valorizzando le competenze acquisite e le capacità<br />
personali.</p>
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		<title>Progetti di vita indipendente. Approvate nuove indicazioni per le ULSS.</title>
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		<pubDate>Fri, 10 Apr 2009 14:50:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Franco Ineschi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Progetti]]></category>

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		<description><![CDATA[ Continua l&#8217;impegno della Cooperativa La Goccia alla realizzazione e gestione  di progetti riguardanti la L.R. 162/98 mentre la Regione Veneto approva nuove indicazioni. “La realizzazione dei progetti di “Vita Indipendente” rappresenta passi sostanziali per l’attuazione del diritto di cittadinanza delle persone con disabilità. Nel 2007 nel Veneto sono stati compiuti 920 interventi di questo tipo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p> Continua l&#8217;impegno della Cooperativa La Goccia alla realizzazione e gestione  di progetti riguardanti la L.R. 162/98 mentre la Regione Veneto approva nuove indicazioni.<br />
“La realizzazione dei progetti di “Vita Indipendente” rappresenta passi sostanziali per l’attuazione del diritto di cittadinanza delle persone con disabilità. Nel 2007 nel Veneto sono stati compiuti 920 interventi di questo tipo che pongono la nostra regione all’avanguardia a livello nazionale nel favorire l’autonomia delle persone con disabilità fisico-motoria grave e aiutarle a gestire la vita quotidiana con l’aiuto di assistenti personali&#8221;. Lo afferma Stefano Valdegamberi, Assessore regionale alle politiche sociali, in relazione ad un provvedimento adottato dalla Giunta veneta su sua proposta e che fornisce alle Aziende ULSS indicazioni e precisazioni per la definizione dei progetti individuali di vita indipendente, come prevista dalla legge 104 del 1992.<br />
Per Vita Indipendente si intende la possibilità per una persona con disabilità fisico motoria grave di poter vivere senza dover ricorrere al ricovero in struttura, di poter prendere decisioni sulla propria vita. I destinatari del progetto di Vita Indipendente  sono esclusivamente le persone con capacità di agire e di esprimere coscientemente la propria volontà di rimanere nel proprio domicilio, con disabilità fisico-motoria, in possesso della certificazi one di gravità e che intendono realizzare il proprio progetto di vita individuale, finalizzato a garantire alla persona con disabilità la conduzione di una normale vita personale e familiare.<br />
Il provvedimento regionale ha preso atto del decreto del Presidente della Repubblica con cui si è accolto il ricorso presentato da una persona anziana e concernente il diritto a usufruire di progetti di vita indipendente per persone in età superiori ai 64 anni d’età.<br />
Inoltre, il provvedimento stabilisce che per la realizzazione di questi progetti, in casi particolari, l’UVMD (Unità Valutazione Multidimensionale Distrettuale), valutata la situazione personale e familiare della persona con disabilità grave e tenuto conto del raggiungimento degli obiettivi del progetto individuale potrà prevedere anche l’assunzione da parte del disabile (che diventa a tutti gli effetti datore di lavoro) di familiari come assistenti regolarmente assunti, familiari che dovranno essere in età lavorativa e senza alcun tipo di lavoro a tempo pieno.<br />
“In questo specifico ambito – spiega Valdegamberi -  abbiamo dimostrato in questi anni la capacità di costruire un modello veneto che ha puntato alla realizzazione a livello locale di un sistema integrato di servizi sociali, sociosanitari e sanitari rivolti alle persone con disabilità.  Dal 2003 al 2007 la Regione Veneto ha assegnato 25,5 milioni di contributi e realizzato oltre 3.000 progetti denominati “Vita Indipendente”.</p>
<p>(articolo tratto da Venetosociale)</p>
<p> </p>
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		<title>&#8220;Tra noaltri &#8230;se dise&#8221;   Bimestrale interno della Cooperativa La Goccia</title>
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		<pubDate>Thu, 27 Mar 2008 15:20:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>marta</dc:creator>
				<category><![CDATA[Eventi]]></category>
		<category><![CDATA[Progetti]]></category>

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		<description><![CDATA[A Febbraio è uscito il numero 0 del bimestrale interno della Cooperativa La Goccia dal titolo “Tra noaltri …se dise” Il progetto è nato e si sta sviluppando con l’obiettivo di essere uno strumento di conoscenza reciproca tra le varie realtà della cooperativa. Da 20 anni ormai stiamo operando in realtà sociali diverse: nell’ambito dei  [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><font face="Calibri" size="3">A Febbraio è uscito il numero 0 del bimestrale interno della Cooperativa La Goccia dal titolo “Tra noaltri …se dise”</font></p>
<p><font face="Calibri" size="3">Il progetto è nato e si sta sviluppando con l’obiettivo di essere uno strumento di conoscenza reciproca tra le varie realtà della cooperativa. </font></p>
<p><font face="Calibri" size="3">Da 20 anni ormai stiamo operando in realtà sociali diverse: nell’ambito dei  minori, degli  anziani, dei disabili e della psichiatria. Il desiderio e l’obiettivo che ci siamo posti con questo foglio è di creare ponti di comunicazione tra i diversi ambiti. </font></p>
<p><font face="Calibri" size="3">Le occasioni di incontro e scambio tra i soci che operano in ambiti diversi non sono molte ma è importante che ognuno sia consapevole di essere parte di una realtà in continuo sviluppo e cambiamento.</font></p>
<p><font size="3"><font face="Calibri"> Proprio per questo motivo il giornale viene realizzato e supportato da un Comitato di Redazione composto da soci che operano nei diversi ambiti così da essere portavoce delle diverse realtà per una maggiore diffusione delle informazioni, delle iniziative, delle proposte e soprattutto delle caratteristiche dei servizi e delle figure professionali che vi operano.</font></font></p>
<p><font face="Calibri" size="3">Il giornale viene consegnato ad ogni uscita a tutti i soci della cooperativa ma è consultabile anche in questo sito alla pagina<strong> </strong><a href="http://www.cooplagoccia.eu/tra-noaltri-se-dise-bimestrale-cooperativa-la-goccia/"><strong>“Tra noaltri… se dise” bimestrale Cooperativa La Goccia</strong></a></font><a href="http://www.cooplagoccia.eu/tra-noaltri-se-dise-bimestrale-cooperativa-la-goccia/"> </a></p>
<p><img title="numero_0__Tra_noaltri..._se_dise_.jpg" style="width: 454px; height: 736px" height="736" alt="numero_0__Tra_noaltri..._se_dise_.jpg" src="http://www.cooplagoccia.eu/wp-content/uploads/numero_0__Tra_noaltri..._se_dise_.jpg" width="454" align="middle" border="0" /><a onfocus="this.blur()" onclick="ps_imagemanager_popup(this.href,'numero_0__Tra_noaltri..._se_dise_.jpg','610','877');return false" href="http://www.cooplagoccia.eu/wp-content/uploads/numero_0__Tra_noaltri..._se_dise_.jpg" /></p>
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		<title>Progetto &#8220;Mi te digo&#8221; &#8220;Ed io rispondo&#8221;</title>
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		<pubDate>Thu, 28 Dec 2006 14:47:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Franco Ineschi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Area Anziani]]></category>
		<category><![CDATA[Progetti]]></category>

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		<description><![CDATA[E&#8217; partito il progetto &#8220;Mi te digo&#8221; &#8220;Ed io ti rispondo&#8221; che vede coinvolti gli anziani e i bambini del Comune di Rosà e frazioni. L’iniziativa unisce le esperienze di vita degli anziani alla creatività dei bambini, propone stimoli, approfondimenti e riflessioni sul mondo delle tradizioni e sul “fare di una volta”, dando la possibilità [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>E&#8217; partito il progetto &#8220;Mi te digo&#8221; &#8220;Ed io ti rispondo&#8221; che vede coinvolti gli anziani e i bambini del Comune di Rosà e frazioni.</p>
<p><img width="415" height="234" align="left" src="http://www.cooplagoccia.eu/img/progetto-anziani.jpg" /></p>
<p>L’iniziativa unisce le esperienze di vita degli anziani alla creatività dei bambini, propone stimoli, approfondimenti e riflessioni sul mondo delle tradizioni e sul “fare di una volta”, dando la possibilità di conoscere e riscoprire, anche nell’infanzia, i valori e le capacità degli anziani quale patrimonio di tutta la comunità.<span id="more-12"></span></p>
<p>Obiettivi del Progetto sono quelli di:</p>
<ul>
<li>-Migliorare la qualità della vita delle persone anziane</li>
<li>-Invitare gli anziani nelle scuole elementari per condividere le loro storie di vita con gli alunni</li>
<li>-Incentivare gli effetti creativi di questo scambio attraverso manufatti, disegni, pitture, sculture, video, registrazioni audio e scritte</li>
<li>-Creare le condizioni affinché i bambini aiutino gli anziani a conoscere alcuni aspetti della modernità e del progresso tecnologico</li>
</ul>
<p>Tra le attività organizzate sono previsti:</p>
<ul>
<li>-Laboratori manuali</li>
<li>-Escursioni</li>
<li>-Feste a tema e non</li>
<li>-Laboratori di musica, teatro, ballo</li>
<li>-Attività di cucina</li>
<li>-Orticoltura</li>
<li>-Incontri culturali</li>
</ul>
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